Dylan Dog è un ex agente di Scotland Yard che dal 1986, anno santo del fumetto italiano, indaga in proprio per scacciare gli incubi più mostruosi delle persone più strane e disperate. Spesso ci riesce, a volte deve arrendersi al mistero e al ritorno dell’orrore. Il suo intento è penetrare l’ignoto, vincere la paura dell’irrazionale, ma in lui non ci sono certezze assolute e sovente dubita del soprannaturale.
Un po’ giallo, un po’ splatter, un po’ horror, questo fumetto da un milione di copie mensili, tra albi correnti, speciali e ristampe, ha subito messo d’accordo tutti: un fumetto
popolare e d’autore al contempo. Mistero, donne e simpatia: gli ingredienti del successo ci sono tutti, se a confezionarli poi, è il geniale
Tiziano Sclavi il risultato è scontato. Lui condisce le storie con continue citazioni, gioca col lettore e spesso azzarda ciò che quasi nessun autore fa: prova a prenderlo in castagna, a gabbarlo.
Questa sfida continua è uno dei segreti del consenso del pubblico. Gli indizi si possono nascondere dappertutto e il pubblico sa che deve leggere con grande perizia ogni vignetta: per sconfiggere fantasmi, morti viventi e forze demoniache bisogna cercare proprio nei meandri più nascosti della mente.
Le camere 









